Wael Shawky “Dry Culture Wet Culture” al Museum Leuvene


Il cambiamento sociale rimane centrale nella sua arte e in particolare la domanda su come questo si intreccia con temi come l’identità, la religione, la politica e la storia. Vede le sue opere come un modo per rendere tangibili questi problemi. Lavora con vari media tra cui dipinti, disegni, sculture, film e persino musica.

Alla mostra ‘Dry Culture Wet Culture’ si possono vedere due nuove installazioni. Il primo è ‘Il progetto Gulf Camp: Il muro #2 ed è parte di Il campo del progetto del Golfo series, un progetto che esplora la storia della penisola arabica dal XVII secolo in poi. L’installazione prevede una parete rivestita di grafite nera su cui sono stati tesi dei teli che ricordano le tende beduine. Riunisce una forma di società nomade tradizionale con una forma contemporanea e industrializzata.

La seconda nuova installazione è stata realizzata appositamente per M. Basandosi sull’interesse di Shawky per le società e le tradizioni locali, cerca di adattare le sue opere e il modo in cui vengono presentate all’ambiente circostante. La sala del museo, con vista panoramica sulla città di Lovanio, è stata il punto di partenza per Il progetto Gulf Camp: Drama’ che è una grande installazione che abbraccia i concetti di urbanità e architettura.

M mostra anche disegni, xilografie e un film del Crociate di cabaret serie. Al centro c’è una trilogia di film che racconta la storia delle Crociate, ma poi da una prospettiva araba. I personaggi sono interpretati da pupazzi, alcuni dei quali sono esposti nella mostra.

La grotta è anche un’opera cinematografica. Mostra Shawky che cammina in un supermercato mentre recita un passaggio del Corano. Il video solleva interrogativi: è un tentativo di collegare economia e religione? O vuole solo chiarire che quei mondi sono incompatibili?

a Museo Lovanio
fino al 28 agosto 2022



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