E luce fu. Roberta Cipriani racconta la sua nuova mostra – Roma



Roberta Cipriani, L’Albero della Vita, 2018. Collezione Maria Piera Leonetti di Santo Janni, Capalbio

Roma – Accendere la luce, materialmente e simbolicamente. È il progetto di Roberta Cipriani e Daria Ripandelli, due artiste desiderose di reinventare il rapporto dell’umanità con la Terra e di tornare alla natura con una nuova consapevolezza. Un messaggio affidato a sculture, dipinti e installazioni che ammireremo a Roma nella mostra Generazione Luce, in programma presso la galleria Borghini Arte Contemporanea dal 17 gennaio al 18 febbraio 2024. Idee, materiali, fonti di ispirazione eterogenee si mescolano nel mondo di Daria e Roberta: la prima, romana, realizza sculture in resina ispirate a microrganismi dalle forme e dai colori mutanti; la seconda, toscana, lavora con metalli, marmo, terracotta e luci a led, producendo opere sospese tra il contemporaneo e le profondità di un tempo ancestrale.




Roberta Cipriani per Generazione Luce. Allestimento presso Borghini Arte Contemporanea, Roma I Foto Roberta Cipriani


“Nella mia arte uso il linguaggio della luce per far conoscere messaggi antichi: simboli che recupero dalla geometria sacra, dall’alchimia, dal mondo orientale, molti dei quali erano già adoperati da Leonardo Da Vinci, grande studioso dell’ermetismo”, racconta Roberta ad ARTE.it. Tra questi simboli c’è l’albero della vita, un’immagine potente ed evocativa presente in numerose culture e religioni, dove di volta in volta si carica di significati mistici ed esoterici. L’Albero della Vita è anche l’opera emblematica del lavoro di Roberta, fortemente voluta in mostra dalla gallerista Tamara Borghini.
“È un’installazione in Corten nata in Italia nel 2018, e poi nel 2019 in Nuova Zelanda”, spiega l’artista: “È il simbolo del risveglio delle coscienze e rappresenta anche il nostro percorso tra cielo e terra, il ricongiungimento al divino. Non è casuale che i miei due alberi siano nati ai poli opposti del pianeta, tanto più che un anno dopo, nel 2020, sono stata chiamata a sviluppare un progetto per la salvaguardia della Terra: un globo luminoso che contiene numerosi riferimenti al mio percorso artistico, ma soprattutto frasi che esprimono messaggi d’amore da far riecheggiare dentro di noi. Siamo tutti connessi, tra di noi e con la terra: questo è il significato dell’Albero della Vita per me”.




Roberta Cipriani per Generazione Luce. Allestimento presso Borghini Arte Contemporanea, Roma I Foto Roberta Cipriani
 
Nel visionario progetto di Roberta Cipriani l’Albero della Vita non è isolato, ma si erge rigoglioso all’interno di una vasta installazione dal titolo Rêve de Feu (Sogni di fuoco): una collezione di opere luminose che, tutte insieme, ben rappresentano l’immaginario dell’artista toscana. “Rêve de Feu è composta da quelli che io chiamo ‘guerrieri di luce’, creature che immagino ci accompagnino come angeli custodi nel nostro percorso sulla terra, fino all’Albero della Vita che rappresenta la consapevolezza, il risveglio delle nostre coscienze”.
 
Accanto al sogno, Roberta ha voluto presentarci realtà più tangibili: a rappresentarle sono sculture realizzate in materiali tradizionali come il ferro – che l’artista impreziosisce con pigmenti da lei stessa prodotti – il bronzo, il marmo e la terracotta, questi ultimi legati alle tradizioni della sua terra, la Toscana. “Mentre i Rêve de Feu sono impalpabili, privi di forma umana, nelle sculture ho voluto dare un corpo alle mie entità simboliche, che diventano così angeli terreni, angeli con radici, unioni di due angeli con un’ala sola…. Fusione damore, per esempio, è un’opera che ho realizzato sia in cotto che in marmo. Nasce dal principio dello yin e dallo yang ed è l’intreccio di due corpi che diventano tutt’uno, fondendo maschile e femminile”.




Roberta Cipriani per Generazione Luce. Allestimento presso Borghini Arte Contemporanea, Roma I Foto Roberta Cipriani
 
Uno speciale microcosmo che si espande fino ad abbracciare il pianeta e l’intero universo, come esemplifica la serie di dipinti dedicata al tema della creazione: “Una sorta di polittico composto da sei quadri”, anticipa l’artista: “Si parte dal primo raggio di luce che ha dato vita all’universo, per proseguire con i cinque elementi: acqua, aria, fuoco, terra… L’ultimo elemento è la quintessenza di Aristotele, l’energia che tutto muove. Su due di questi quadri sono incisi con il fuoco messaggi di pace e amore. Il fuoco è colui che ci scalda e ci illumina, un elemento fondamentale perché ogni cosa si manifesta attraverso la luce. È anche il mio elemento perché sono nata sotto il segno dell’Ariete, come la mia città, Firenze”.
 
Mentre gli occhi si perdono nella magia delle sue installazioni luminose, Roberta ci accompagna verso le profondità dell’Essere, lungo la trama armoniosa che tutto connette, alla scoperta delle radici e delle potenzialità delle nostre esistenze: “Da sempre il mio intento è risvegliare attraverso l’arte la nostra luce interiore”, dice: “Vorrei che le persone potessero collegarsi alla propria anima, al proprio sentire, alla propria spiritualità. Sul tronco in Corten dell’Albero della Vita sono incise delle frasi. Quella in cui mi identifico più profondamente dice: il cielo si riflette sulla terra e dalla terra si alza il fuoco d’amore verso Dio”.




Roberta Cipriani, L’Albero della Vita, 2018. Collezione Maria Piera Leonetti di Santo Janni, Capalbio I Courtesy Roberta Cipriani
 
 
 
 
 
 
 



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