Il futuro è di Aquileia


Dopo un 2023 che ha segnato un record di visitatori (+15%) ai luoghi della cultura con 373.909 accessi, 260.636 biglietti staccati (Basilica, Museo archeologico nazionale e Museo Paleocristiano, domus episcopale e domus di Tito Macro) e più di 113 mila ingressi alle aree archeologiche, Aquileia punta al 2024 con un ricco programma di appuntamenti. La “quarta città più importante dell’Impero romano”, fresca delle celebrazioni per il 25 anniversario del suo ingresso nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dell’Unesco, ha presentato i propri progetti per il nuovo anno. Confermati i grandi eventi estivi, anticipati dalla Notte dei Musei del 18 maggio, con le Giornate europee dell’Archeologia (15-16 giugno) e del Patrimonio (28-29 settembre) con gli “open day” dei cantieri di scavo, le aperture straordinarie, le iniziative al Museo archeologico, al Museo Paleocristiano e in Basilica, l’archeologia sperimentale, i concerti e le passeggiate teatralizzate. Il 20 giugno si terrà il concerto del solstizio all’alba nell’antico porto fluviale di Aquileia. Dal 21 al 23 giugno tornerà la grande rievocazione storica Tempora in Aquileia, che per tre giorni riporterà Aquileia nelle atmosfere di duemila anni fa; l’incontro tra archeologia, cinema e divulgazione animerà la quindicesima edizione dell’Aquileia Film Festival dal 30 luglio al 2 agosto con le consuete proiezioni pubbliche in piazza Capitolo. “Abbiamo recentemente preso la decisione – ha spiegato il sindaco della città friulana Emanuele Zorino – che per Aquileia il 2024 sarà l’anno della pace, con eventi, riflessioni e manifestazioni di richiamo – che avranno il via con il concerto di Noa il 17 maggio – e azioni che daranno evidenza del ruolo di Aquileia come promotore di unità, nel rispetto della diversità, anche in vista di GO!2025, dove grazie alla collaborazione con i Comuni di Nova Gorica e Gorizia stiamo preparando importanti iniziative, degne di un territorio unico centro della Cultura dei Popoli d’Europa”. Ricca anche la stagione dei concerti nella Basilica di Aquileia con appuntamenti, sempre a ingresso gratuito, dal 29 giugno a settembre, mentre 23 marzo verrà organizzata una passeggiata culturale e musicale all’alba in basilica in occasione dell’equinozio di primavera. Il Museo archeologico nazionale conferma la direzione già tracciata con cicli di conferenze che si aprirà il 25 gennaio con un incontro dedicato al grande monumento funerario ricostruito nel giardino del museo, primo di una serie di conferenze dedicate ai recenti interventi di restauro, organizzate in collaborazione con la Fondazione Aquileia, che proseguiranno l’1 e l’8 febbraio. Inoltre anche quest’anno continua l’iniziativa #domenicalmuseo che prevede l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese al Museo archeologico nazionale. “I risultati raggiunti nel 2023 – ha spiegato il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo – nascono dalla stretta sinergia con gli enti e le associazioni del territorio in nome di quei valori per i quali l’UNESCO ha riconosciuto Aquileia Patrimonio dell’Umanità”. La Fondazione ha dato vita ad un tavolo di coordinamento con Museo Archeologico Nazionale, Fondazione per la Conservazione della Basilica di Aquileia, Arcidiocesi di Gorizia, Regione e Promoturismo Fvg, ed ha coinvolto anche tante associazioni locali con i loro volontari (oltre 350) e gli stakeholders economici e i cittadini del territorio con il fine di dare vita ai progetti che animano Aquileia. Molti progetti in cantiere, il più importante dei quali sarà l’ambizioso percorso di collegamento est-ovest che permetterà di unire l’area del porto e della via Sacra, il foro, il decumano di Aratria Galla e in prospettiva anche il sito del teatro e le Grandi terme, fino al Sepolcreto, con un percorso completamente accessibile e non interferente con il traffico veicolare. Infine un’ultima e non meno importante novità, confermata dal direttore della Fondazione Aquileia, l’archeologo Cristiano Tiussi, riguarda l’ampliamento da 1 a 5 mesi dei progetti di scavo e ricerca, che coinvolgeranno le più importanti università del Friuli (Udine e Trieste) oltre agli atenei di Padova, Verona e Venezia per portare avanti il lavoro, fondamentale, di ricerca “mani a terra” per continuare a disvelare le meraviglie che si celano nel territorio aquileiese. “La Fondazione – ha concluso il presidente Corciulo – gestisce oggi un’area complessiva di 25 ettari. E’ una porzione importante, ma non esaustiva, dell’area un tempo occupata da Aquileia quando era un crocevia fondamentale e una delle città più importanti dell’Impero romano”. Si stima che l’area complessiva della città romana fosse pari a 90 ettari entro le mura e a 40 ettari fuori. “C’è ancora un grande patrimonio, e forse l’80% di quello che fu Aquileia, è ancora tutto da scoprire”. Un bell’auspicio per il futuro di una delle destinazioni culturali e turistiche storicamente più importanti del Nord Italia e dell’Europa intera.



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