20 mostre da non perdere in Europa nel 2024 – Mondo



Claude Monet (1840 – 1926), Campo di papaveri, 1873, Olio su tela, 50 x 65 cm, Parigi, Collection Musée d’Orsay

Mondo – Qualunque sia la destinazione del vostro viaggio, capitali e città d’arte europee hanno sempre in serbo almeno una bella mostra da visitare. Da Van Gogh a Marina Abramovic , da Matisse a Francis Bacon, il panorama espositivo dei prossimi dodici mesi ha molto da offrire. Senza contare che il 2024 è un anno generoso di anniversari: dal centenario del Surrealismo ai 150 anni dell’Impressionismo, per proseguire con Munch, Lichtenstein, Friedrich, Tàpies, ciascuna di queste ricorrenze sarà salutata da esposizioni ed eventi speciali.
Ecco in ordine di tempo le mostre da non perdere nel 2024, per programmare in tutta calma un piacevole weekend nel segno dell’arte. 

Alberto Giacometti – What Meets the Eye
. Copenaghen – SMK National Gallery of Denmark dal 9 febbraio al 27 maggio

Noto per aver creato la scultura più costosa mai messa all’asta, L’uomo con il dito, il genio artistico di Alberto Giacometti torna sulla scena nel più blasonato museo della Danimarca in una mostra creata in collaborazione con la Fondation Giacometti di Parigi: un’esplorazione completa dell’opera del grande artista svizzero, che spazierà dalla scultura alla pittura, dalla grafica al disegno. In arrivo circa 90 opere realizzate in gran parte tra gli anni Venti e Trenta, un periodo di trasformazione che ha plasmato profondamente l’inimitabile linguaggio di Giacometti.

Yoko Ono: Music of the Mind. Londra – Tate Modern dal 15 febbraio al 1° settembre 2024
Artista, performer, attivista per la pace e per l’ambiente. Ma anche personaggio discusso e, naturalmente, compagna di John Lennon. Ormai novantenne, Yoko Ono si racconta alla Tate Modern in una mostra pensata per metterne in luce la poliedrica personalità, tra arte, performance, musica, video, fotografia. Oltre 200 opere ne ripercorreranno la carriera, soffermandosi sui momenti cruciali: da quelle radicali nate negli anni londinesi segnati dall’incontro con il leader dei Beatles, alle installazioni partecipative e ai progetti di attivismo come Wish Tree, senza dimenticare performance chiacchierate come Cut Piece


Frans Hals, The Laughing Cavalier, 1624, Olio su tela, 83 × 67 cm | © Trustees of the Wallace Collection, London

Frans Hals. Amsterdam – Rijksmuseum, dal 16 febbraio al 9 giugno 2024
Dopo l’irripetibile mostra su Vermeer – in assoluto la più visitata nella storia del Rijksmuseum – nel 2024 il museo olandese punta su Frans Hals, altro celebre maestro del Secolo d’Oro nei Paesi Bassi. 
Amato dai contemporanei per i ritratti che sembravano animati dal soffio della vita, Hals conquistò gli Impressionisti con le sue pennellate sciolte e vibranti. Ora è pronto a fare lo stesso con il pubblico internazionale del Rijksmuseum (e, da luglio a novembre, con i visitatori della Gemäldegalerie di Berlino) in un percorso che riunirà le sue opere più significative da musei di tutto il mondo. Non mancherà all’appuntamento l’iconico Cavaliere che ride, di ritorno in Olanda per la prima volta dal 1870, grazie all’eccezionale prestito della Wallace Collection di Londra. 

Simboli e oggetti. Pop Art dalle Collezioni Guggenheim. Bilbao – Museo Guggenheim dal 16 febbraio al 15 settembre 2024
Nel 1963 il Guggenheim Museum di New York fu la prima istituzione museale interessarsi alla Pop Art con una memorabile mostra: artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Claus Oldenburg, Richard Hamilton, sarebbero stati di casa nelle sue prestigiose raccolte. A Bilbao capolavori dei più significativi membri del movimento raccontano i legami tra le collezioni Guggenheim e la Pop Art, in un percorso che dagli anni Sessanta si spinge fino ai nostri giorni. In primo piano, l’ironia e l’inventiva della Pop Art, ma anche la sua influenza fuori dagli Stati Uniti, esemplificata da artisti sudamericani ed europei come Niki de Saint Phalle, Sigmar Polke, Mimmo Rotella, Miguel Angel Càrdenas, Douglas Gordon, Maurizio
Cattelan


René Magritte, The acrobat’s ideas, 1928, Bayerische Staatsgemäldesammlungen – Sammlung Moderne Kunst in der Pinakothek der Moderne München

Imagine! 100 Years di of International Surrealism. Bruxelles – Royal Museum of Fine Arts of Belgium dal 21 febbraio al 21 luglio 2024
A un secolo esatto dalla pubblicazione del primo Manifesto Surrealista, una grande mostra celebra i 100 anni del movimento. Oltre 130 opere racconteranno l’avventura della prima avanguardia davvero internazionale nelle sale del Royal Museum of Fine Arts of Belgium, prima di partire per una tournée che toccherà Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. Creata in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, l’esposizione presenterà l’intero ventaglio della creatività surrealista, con dipinti, sculture, opere grafiche, fotografie, assemblaggi firmati dai più celebri artisti della galassia surrealista: da Max Ernst a Salvador Dalì, da Giorgio De Chirico a René Magritte. 

Antoni Tàpies. La pratica dell’arte. Madrid – Museo Nacional Centro d’Arte Reina Sofìa dal 21 febbraio al 24 giugno 2024, e Barcellona –  Fundaciò Antoni Tàpies dal 17 luglio 2024 al 12 gennaio 2025
Tra gli anniversari da festeggiare nel 2024, spiccano i 100 anni di Antoni Tàpies, artista catalano insofferente alle etichette, ma universalmente noto come uno dei più significativi rappresentanti dell’Informale. Autodidatta, vulcanico sperimentatore, oppositore del regime franchista, Tapiès conobbe Picasso e Mirò, fu tra i fondatori del gruppo del gruppo Dau di stampo neo-dada e surrealista nel 1948, per poi tuffarsi nell’esplorazione delle infinite potenzialità della materia, mescolando a energiche pennellate sabbia, cemento, corde, abiti o impronte del corpo. In occasione del suo centesimo compleanno, oltre 120 opere ne racconteranno l’avventura in una mostra itinerante tra Madrid e Barcellona, contestualizzandone l’opera e l’influenza esercitata sugli artisti a venire. 


Roy Lichtenstein, Thinking of Him, 1963. Yale University Art Gallery, New Haven, Gift of Richard Brown Baker © Estate of Roy Lichtenstein/Bildrecht, Vienna 2023. Foto Yale University Art Gallery, New Haven

Roy Lichtenstein. A Centennial Exhibition. Vienna – Albertina Museum dall’8 marzo al 14 luglio 2024
L’Albertina celebra i cent’anni dalla nascita di Roy Lichtenstein in una mostra che promette scintille. Nata dalla collaborazione con la Roy Lichtenstein Foundation and Estate e nutrita da prestiti internazionali come quelli del MoMa e il Whitney Museum di New York, del Moderna Museet di Stoccolma o del Thyssen Bornemisza di Madrid, l’esposizione tratteggerà un ritratto completo del maestro della Pop Art, tra capolavori iconici e opere meno note, come le sue sculture. Dalle reinterpretazioni dei fumetti alle riletture dei dipinti di Picasso o Monet, fino agli specchi e ai paesaggi, il linguaggio di uno dei più influenti artisti del Novecento non avrà più segreti.

Marina Abramovic. Amsterdam – Stedelijk Museum dal 16 marzo al 14 luglio 2024
Dopo il successo esplosivo registrato in UK, la regina della performance sbarca in Olanda con la sua maxi retrospettiva. In mostra 60 opere chiave della pluripremiata artista: fotografie, video, sculture e, naturalmente, riedizioni live di alcuni dei suoi più celebri interventi, che per la prima volta verranno eseguiti nei Paesi Bassi. Organizzata in collaborazione con la Royal Academy di Londra, la mostra si presenta come un lungo viaggio lungo 50 anni di carriera, tra opere storiche come Rhythm 0 del ’74, quando la Abramovic si ritrovò con una pistola puntata alla testa, e azioni più recenti come The Artist is Present, realizzata al MoMa di New York nel 2010. Pioniera della performance art che ha spinto ai limiti della propria resistenza fisica e psicologica, la Abramovic ha collaborato da vicino alla creazione della mostra per riproporre ai visitatori quell’intensa esperienza di incontro per la quale è conosciuta.



Edouard Manet (1832-1883), Le Chemin de fer, 1873. Huile sur toile, 93,3 × 111,5 cm. Washington, National Gallery of Art © Photo courtesy of National Gallery of Art, Washington

Parigi 1874. Inventare l’Impressionismo. Parigi – Musée d’Orsay dal 26 marzo al 14 luglio 2024
Il 15 aprile del 1874 apriva a Parigi una mostra destinata a fare storia: nel laboratorio del fotografo Nadar, Monet, Degas, Renoir, Cézanne e altri 27 artisti sfidavano la tradizione con un’esposizione alternativa al Salon Ufficiale, dando il via all’avventura dell’Impressionismo. Centocinquant’anni dopo, il Musée d’Orsay ricorda quella mostra pionieristica con un evento realizzato in collaborazione con il Musée de l’Orangerie e la National Gallery di Washington. Tra 130 opere, vedremo i lavori esposti in Boulevard de Capucines, in un avvincente racconto delle origini del movimento. 

Brancusi. Parigi – Centre Pompidou dal 27 marzo al 1° luglio 2024
Duecento opere per conoscere uno dei più grandi scultori del Novecento: l’appuntamento è a Parigi, dove l’artista di origine rumena, amico di Modigliani, Satie, Duchamp, fu in prima linea nella travolgente stagione delle avanguardie. Al Centre Pompidou vedremo riunite alcune delle più celebri sculture di Brancusi, ma anche calchi, disegni, foto e filmati capaci di raccontare il suo estro multiforme e sfaccettato0 in una panoramica completa. Per Brancusi rapporto tra le sculture e lo spazio rappresentava un elemento imprescindibile: ecco perché l’allestimento della mostra si ispirerà al suo atelier parigino, trasportando i visitatori dentro i processi creativi dell’artista.


Edvard Munch, Summer Night by the Beach, 1902–03. Oil on canvas, 103 × 120 cm. Private collection

Edvard Munch. Trembling Earth. Oslo – Munch Museum dal 17 aprile al 25 agosto 2024
Ottant’anni fa, il 23 gennaio del 1944, moriva a Oslo l’icona della pittura norvegese, Edvard Munch. È attesa per il 27 aprile la grande mostra che celebrerà l’anniversario al Munch Museum, inaugurato nell’autunno 2021 in nuovo, spettacolare edificio affacciato sull’acqua. Depositario della più vasta collezione di opere di Munch al mondo, il museo scandinavo rende omaggio al padrone di casa raccontandone l’arte a partire da un tema a lui caro – il legame con l’universo naturale – attraverso oltre 100 opere, tra cui molti prestiti eccellenti. Dai paesaggi boschivi alle aspre marine del Nord, fino ai corpi umani intrecciati alla terra, scopriremo come Munch ammirasse la potenza e la capacità di rinascita della natura, e al contempo vedesse in essa il riflesso dei propri stati d’animo, sospeso tra una sensibilità panteistica e l’interesse per le grandi scoperte scientifiche del suo tempo.  

Caspar David Friedrich. Paesaggi Infiniti. Berlino – Alte Nationalgalerie Caspar dal 19 aprile al 4 agosto 2024
Icona del Romanticismo, Caspar David Friedrich è il pittore tedesco più famoso nel mondo insieme ad Albrecht Dürer. Nel 2024 la Germania festeggia i suoi 250 anni con mostre, eventi e itinerari dedicati. Se Amburgo ha già aperto le danze con un’importante esposizione alla Kunsthalle (in corso fino al 1° aprile), l’appuntamento più atteso è la mostra Paesaggi infiniti, all’Alte Nationalgalerie di Berlino dal 19 aprile al 4 agosto. Tra i gioielli di casa e importanti prestiti internazionali, avremo modo di immergerci completamente nelle atmosfere sognanti e misteriose del maestro romantico, grazie alla presenza dei suoi più importanti capolavori. 


Caspar David Friedrich, Evening © Kunsthalle Mannheim. Photo Cem Yücetas

Espressionisti. Kandinsky, Münter e il Cavaliere Azzurro. Londra – Tate Modern dal 25 aprile al 20 ottobre 2024
Una storia d’arte e di amicizia. Attivo tra il 1911 al 1914 a Monaco di Baviera, il Cavaliere Azzurro fu un gruppo di artisti uniti dal desiderio di cambiare il modo di fare arte, con Vasily Kandinsky e Gabriele Münter a fare da catalizzatori. Primo nucleo dell’Espressionismo tedesco, il movimento diede vita a un linguaggio audace e vibrante, sperimentando con il colore, il suono e la luce. La mostra alla Tate Modern ne ricostruirà la parabola in 130 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, performance e suoni, spaziando dalle ricerche sul colore di Franz Marc ad Alexander Sacharoff e alle sue performance freestyle. Anche le artiste svolsero un ruolo importante nel movimento: come Gabriele Münter, rappresentata dalle sue fotografie sperimentali, o Marianne Werefkin, autrice di dipinti di grande intensità. 

Van Gogh: Poets and Lovers. Londra – National Gallery dal 14 settembre 2024 al 19 gennaio 2025
Cento anni fa, nel 1924, le collezioni della National Gallery si arricchivano di due iconici dipinti firmati Van Gogh: i Girasoli e la Sedia. Per festeggiare la ricorrenza il museo di Trafalgar Square dedica una grande mostra al maestro olandese, a coronamento delle celebrazioni per il bicentenario della sua fondazione. Per l’occasione sono attesi prestiti da importanti collezioni europee come Il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Kröller Müller Museum di Otterlo e il Musée d’Orsay di Parigi, in un progetto che riunirà alcuni dei più grandi capolavori dell’artista. Saranno più di 50 i dipinti e i disegni da ammirare, in un percorso che indagherà sull’immaginazione poetica e sul tema dell’amore nel lavoro di Van Gogh, spaziando dai paesaggi ai ritratti e alle nature morte. 


Vincent van Gogh, Girasoli, 1888 | Courtesy © National Gallery, London

Matisse, Invito al viaggio.  Basilea – Fondation Beyeler dal 22 settembre 2024 al 26 gennaio 2025
La passione per il viaggio ha portato Henri Matisse dall’Italia al Marocco, dalla Spagna a Tahiti, per lasciarsi ispirare dalla natura e dall’arte di ogni paese. Promette di essere un viaggio indimenticabile  anche la mostra che la Fondation Beyeler dedica al maestro francese nel prossimo autunno, la prima in area germanica dopo quasi vent’anni. In arrivo oltre 70 capolavori scelti per rappresentare l’intera carriera dell’artista: dagli esordi alla rivoluzione dei Fauves, dai dipinti sensuali di Nizza ai leggendari cut-out realizzati negli anni Quaranta e Cinquanta da un Matisse ormai maturo. 

Chagall. Vienna – Albertina Museum dal 28 settembre 2024 al 9 febbraio 2025
All’Albertina l’autunno ha i colori di Chagall. Emozionante, visionario, quasi magico, il maestro novecentesco ha conquistato platee di spettatori con il suo immaginario incantato e il suo stile unico al mondo. Quando si parla di lui, realtà apparentemente inconciliabili si avvicinano fino confondersi: i ricordi del villaggio di Vitebsk e la Parigi delle avanguardie, gli orrori della guerra e l’incanto delle fiabe ebraiche, la Storia, il sogno, il quotidiano. “L’arte prima di tutto è uno stato d’animo”, era solito dire del resto il grande pittore. Con circa 90 opere, la mostra viennese attraverserà tutte le fasi della carriera di Chagall, accomunate dalla ricerca attorno a temi universali e dall’emergere di una moltitudine di “impossibili possibilità”. 


James Ensor (1860 – 1949), L’intrigo, 1890), Anversa, KMSKA – Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

James Ensor. Your Wildest Dreams. Anversa – KMSKA dal 28 settembre 2024 al 19 gennaio 2025
Nel 2024 il Belgio celebra l’anno di James Ensor con un programma diffuso di esposizioni, eventi e itinerari speciali. Se Ostenda, la città natale dell’artista, sarà il cuore della festa, Anversa non sarà da meno, con la più importante collezione al mondo di opere di Ensor conservata presso il KMSKA, che a partire da settembre ospiterà la più grande mostra dedicata all’artista dal 1999. Un’occasione per ammirare i capolavori di Ensor a confronto con illustri maestri da cui fu ispirato, o che non esitò a sfidare: da Bosch a Goya, fino a Monet, Degas, Renoir. Anche Bruxelles parteciperà alle celebrazioni, con mostre alla Royal Library e al Bozar. Il programma completo di Ensor 2024 è disponibile a questo link

Paul Gauguin. Vienna – Kunstforum Wien di Bank Austria dal 3 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025
Sarà davvero un grande ritorno quello di Paul Gauguin: era dagli anni Sessanta che il maestro francese era assente dalle scene espositive del paese. Al Kunstforum Wien di Bank Austria circa 80 opere provenienti da grandi musei internazionali e importanti collezioni private illustreranno la ricerca pionieristica dell’artista, tra i più influenti innovatori nell’arte tra Ottocento e Novecento. Attraverso dipinti, grafiche e sculture, vedremo il linguaggio di Gauguin prendere forma opera dopo opera, viaggio dopo viaggio, lasciandosi alle spalle la tradizione e aprendo la strada all’era delle avanguardie.


Arte Povera, Parigi, Borse de Commerce I Courtesy Pinault Collection 

Arte Povera. Parigi – Bourse de Commerce dal 9 ottobre 2024 al 24 marzo 2025
Sempre più richiesta sulle scene internazionali, da settembre l’Arte Povera torna a Parigi da protagonista e sbarca alla Bourse de Commerce. Curata da Carolyn Christov-Bakargiev, la mostra racconterà lo sviluppo del movimento in Italia, per poi evidenziarne le influenze a livello globale. Pittura, scultura, disegno, fotografia, opere performative e, naturalmente, le prime rivoluzionarie installazioni, mapperanno il vasto campo d’azione dell’Arte Povera, grazie a prestiti che vedono le collezioni italiane in prima linea – dal Castello di Rivoli alla Fondazione CRT – e che si aggiungeranno al ricco corpus della Collezione Pinault. I grandi protagonisti del movimento non mancheranno all’appello: Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Mario et Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto sono solo alcuni dei nomi da tenere d’occhio lungo il percorso. 

Francis Bacon Portraits. Londra – National Portrait Gallery dal 10 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025
Il ritratto secondo Francis Bacon va in scena alla National Portrait Gallery, con l’obiettivo di raccontare le innovazioni del grande novecentesco e le sue sfide alla tradizione del genere ritrattistico. Quello tra Bacon e il ritratto è stato un legame profondo e costante: dalle opere ispirate ai maestri del passato ai dipinti monumentali dedicati alle persone amate, preziosi prestiti da collezioni pubbliche e private ripercorreranno le vicende biografiche e l’evoluzione artistica del gigante della pittura britannica. Tra i pezzi da non perdere spiccano gli autoritratti di Bacon, accanto ai ritratti di artisti come Lucian Freud e Isabel Rawsthorne, o a quelli di Peter Lacy e George Dyer, storici amanti del pittore. 

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